La Teoria del Maiale (Quann u purchë s’assòglië … )

Posted: 18 settembre 2011 in Pensieri

Birds of a feather flock together”. In italiano, suona più o meno così: “Gli uccelli dalle piume uguali volano assieme”. I sociologi hanno usato questa metafora per descrivere l’omofilia, ossia la tendenza delle persone a fare gruppo o, semplicemente, ad accostarsi a chi è loro simile.

A volte, però, la saggezza popolare precede, e per certi versi fonda la sociologia. In Basilicata, terra antica, si dice che: Quann u purchë s’assòglië vaijë truann l’ati purcë. (Nella versione di Donato Muscillo, docente ed esperto di lirica dialettale lucana)  “Quando un maiale si libera, va a cercare gli altri maiali”.

Si tratta di una teorizzazione dell’omofilia molto più sottile, e molto più tagliente. Qui non c’è il simile che si limita ad andare con il simile, ma un simpatico maiale che, d’un tratto, trova la libertà e che la sfrutta cercando – e trovando – altri amici maiali.

A questa legge non c’è scampo e, così com’è difficile trovare maiali che si accompagnano a tigri, allo stesso modo è arduo modificare la propria natura per diventare le tigri, o i maiali, che non si è. Non e’ raro imbattersi in inediti assortimenti che ci fanno pensare: “Ma com’è possibile che A stia con B? Come può essere che C sia amico di D?

La risposta sta, forse, nella violazione della legge del suino la quale, se appunto infranta, dà luogo a coppie assai particolari. In esse, non di rado c’è qualcuno che finge o che si adatta: tigri che si maializzano per capire cosa si provi ad essere maiali per un giorno, e che poi finiscono per esserlo tutta la vita; maiali che si credono tigri, e che finiscono per tirare fuori la propria natura con grosse delusioni da parte di chi li riteneva in grado di coraggio e di carattere.

Profetico come non mai, George Orwell concludeva così la sua “Fattoria degli Animali”:
“Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c’era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due.”

La legge, insomma, non perdona, ma è anche un faro che illumina i mari più bui. Nel dubbio, può bastare ricordarsi sempre di osservare con attenzione chi si affianca a chi, non fermarsi alla superficie, cercare di capire chi è se stesso e chi non lo è; soprattutto, chiedersi ogni giorno cosa voglia veramente dire essere se stessi, e attraverso quali scelte e comportamenti si rischia di non esserlo più: magari ridendo perché tutti ridono, anche se non c’è niente da ridere, vestendosi nel modo richiesto da un certo mondo solo per sentirsene parte, pur provando una crescente sensazione di disagio, tenendosi addosso un costante mal di pancia pur di continuare ad ascoltare le parole di quella persona che a noi pareva tanto speciale.

Quando il maiale si libera, cerca altri maiali. Poi ci sono quelli che non vogliono essere neppure liberati, quelli che non sono mai stati legati, coloro che precipitano nella dose di responsabilità che la libertà comporta e che, per paura di quella vertigine che si prova, trovano più consolante la compagnia dei simili che il confronto con se stessi o, peggio, l’adattamento pieno di rimpianti.

A volte, l’arrendersi dolcemente alla propria natura è la conquista più grande: non conta essere maiali, tigri, o uccellini piumati, perché a questo mondo c’è posto per tutti. L’importante è non convincersi, nè convincere gli altri, di essere il contrario.

Commenti
  1. renata de leonardis scrive:

    Nel dubbio, può bastare ricordarsi sempre di osservare con attenzione chi si affianca a chi, non fermarsi alla superficie, cercare di capire chi è se stesso e chi non lo è; soprattutto, chiedersi ogni giorno cosa voglia veramente dire essere se stessi, e attraverso quali scelte e comportamenti si rischia di non esserlo più: magari ridendo perché tutti ridono, anche se non c’è niente da ridere, vestendosi nel modo richiesto da un certo mondo solo per sentirsene parte, pur provando una crescente sensazione di disagio, tenendosi addosso un costante mal di pancia pur di continuare ad ascoltare le parole di quella persona che a noi pareva tanto speciale.

    Queste poche righe, per certi versi, riassumono la mia filosfia di vita..
    Non importa quanta gente si abbia intorno, come e quando, ma fondamentalmente chi, e cosa riesce a darci..

    A volte, l’arrendersi dolcemente alla propria natura è la conquista più grande: non conta essere maiali, tigri, o uccellini piumati, perché a questo mondo c’è posto per tutti. L’importante è non convincersi, nè convincere gli altri, di essere il contrario.

    E deve essere così..
    perchè non sempre può andare come il nostro caro Pirandello ci insegna..
    non si può e non si deve avere una maschera a seconda di chi si ha di fronte..
    Bisogna essere se stessi, sempre e comunque..
    Magari cercando le persone piu’ simili a noi..
    Perchè nessuno deve e nessuno PUO’ CAMBIARCI…

    De Leonardis Renata

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